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Scienziati che credono nei valori espressi da Gesù

Blaise Pascal

1623 - 1662

(Memoriale)

L’anno di grazia 1654,
Lunedì 23 Novembre, giorno dedicato a San Clemente papa e martire e ad altri nel
martirologio,
vigilia del giorno di San Crisogono, martire e di altri, dalle dieci e mezza circa di sera fino a
mezzanotte e mezzo circa,

FUOCO
"Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe",
non dei filosofi e dei dotti.
Certezza. Certezza. Sentimento. Gioia. Pace.
Dio di Gesù Cristo.
Il mio Dio e il Dio vostro.
"Il tuo Dio sarà il mio Dio".
Oblio del mondo e di tutto, tranne che di Dio.
Lo si trova solo per le vie indicate dal Vangelo.
Grandezza dell’anima umana.
"Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto."
Che io non debba essere separato da lui in eterno.
Gioia, gioia, gioia, lacrime di gioia.
Mi sono separato da lui.".
Mi hanno lasciato le sorgenti di acqua viva.
"Mi abbandonerai, mio Dio?"
"Questa è la vita eterna, che essi ti riconoscano come il solo vero Dio e colui che hai inviato:
Gesù Cristo."

Gesù Cristo
Gesù Cristo

Mi sono separato da lui, io l’ho fuggito, rinnegato, crocifisso.
Che non debba esserne separato mai più.
Lo si conserva soltanto per le vie insegnate dal Vangelo.
Rinuncia totale e dolce.
Sottomissione totale a Gesù Cristo e al mio direttore spirituale.
In gioia per l’eternità in cambio di un giorno di esercizio sulla terra.
Non dimenticherò le tue parole. Amen

* * *

"Il cuore ha il suo ordine; l’intelletto ha il suo, che si basa su principi e dimostrazioni, il cuore ne ha un altro. Non si dimostra che si deve essere amati esponendo con ordine le cause sarebbe ridicolo. Gesù Cristo, San Paolo seguono l’ordine della carità non quello dell’amore: dell’intelletto; essi volevano accendere i cuori non istruire. Lo stesso vale per Sant’Agostino. Tale ordine consiste principalmente nella digressione su ciascun punto che abbia rapporto con il fine, per mostrarlo sempre."

* * *

"Ateismo: indizio di forza intellettuale, ma fino a un certo punto."

* * *

[...] l’uomo è solo un soggetto pieno di errore, naturale e incancellabile senza la Grazia" "Nulla gli mostra la verità. Tutto lo inganna; dei due principi di verità, la ragione e i sensi, oltre che mancare ciascuno di sincerità, si ingannano reciprocamente l’un l’altro. I sensi ingannano la ragione con false apparenze, e questo stesso raggiro che operano verso la ragione lo subiscono da essa a loro volta; così esse si prendono la rivincita. Le passioni dell’anima turbano i sensi e li inducano a false percezioni. Essi mentono e si ingannano a gara [...]

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"La nostra anima viene gettata nel corpo, dove trova numero, tempo, dimensione. Essa vi ragiona sopra e chiama ciò natura, necessità e non può credere diversamente. L’unità aggiunta all’infinito non lo accresce di nulla, non più di quanto un piede potrebbe accrescere una misura infinita. Il finito si annienta davanti all’infinito e diventa un puro nulla. Così il nostro spirito davanti a Dio e la nostra giustizia davanti alla giustizia divina […]"

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"Noi sappiamo che esiste un infinito, e ignoriamo la sua natura. Siccome sappiamo che è falso che i numeri siano finiti, è vero dunque che c’è un infinito numerico. Ma non sappiamo che cos’è: è falso che sia pari, è falso che sia dispari; perché aggiungendovi l’unità non cambia affatto la natura; tuttavia è pur sempre un numero, e ogni numero è pari o dispari (vero è che ciò si intende di ogni numero finito). Perciò si può benissimo conoscere che esiste un Dio senza sapere che cos’è".

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"Per mezzo della probabilità,dovete darvi cura di cercare la verità, perché se morite senza adorare il vero principio, siete perduti. “Ma” dite che voi “se avesse voluto che lo adorassi mi avrebbe lasciato segno della sua volontà. Così ha fatto; ma voi le trascurate. Cercateli dunque; ne vale la pena".

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"Ci sono solo tre specie di persone: quelle che servono Dio avendolo trovato; quelle che sono impegnate a cercarlo, non avendolo trovato; quelle che vivono senza cercarlo ne averlo trovato. Le prime sono ragionevoli e felici; le ultime sono fuori di senno e infelici; quelle in mezzo infelici e ragionevoli".

Blaise Pascal matematico francese ha lavorato sulle sezioni coniche, sulla geometria proiettiva e ha formalizzato i fondamenti per la teoria della probabilità.

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